La Livraria Lello è una delle librerie più famose al mondo. Ogni giorno migliaia di persone entrano per vedere la sua scala carminio, alzare il telefono e scattare la fotografia che hanno visto mille volte online. Ma basta guardare un po' più in alto per accorgersi che la scala è soltanto l'inizio. La Lello è una storia di editori, scrittori, lotterie, restauri e invenzioni architettoniche. E anche di Harry Potter — solo che, in questo caso, la storia che ti racconteranno a Porto non è esattamente quella vera.
Harry Potter e la Lello: la storia che non è vera
La leggenda è irresistibile. J.K. Rowling vive a Porto tra il 1991 e il 1993, insegna inglese, frequenta la Livraria Lello e rimane affascinata dalla sua scala. Poi scrive Harry Potter e quella scala diventa Hogwarts, mentre la libreria entra nei libri come Flourish & Blotts.
C'è solo un problema: Rowling non conferma questa storia. Anzi, la sua biografia ufficiale racconta qualcosa di diverso. L'idea di Harry Potter le era venuta già nel 1990, durante un viaggio in treno fra Manchester e Londra. Nel 1991 si trasferì a Porto per insegnare inglese e continuò a lavorare al primo libro mentre viveva in Portogallo. Nel 1993, dopo la fine del suo primo matrimonio, lasciò Porto e tornò in Scozia con la figlia e i primi tre capitoli di Harry Potter in valigia.
Ma la Livraria Lello? La stessa Rowling ha smentito il collegamento diretto tra la libreria e Hogwarts o Flourish & Blotts. La libreria è diventata una delle tante storie che il turismo di Porto ha collegato retroattivamente al periodo portoghese della scrittrice.
Ed è forse proprio questo il modo più interessante di guardare la Lello: non è la libreria di Harry Potter. È una libreria così scenografica che, a un certo punto, sembrava inevitabile che qualcuno decidesse che dovesse esserlo.
Il legame vero con Rowling, comunque, rimane. Porto fa parte della sua storia personale e creativa: qui insegnò, qui scrisse mentre attraversava un periodo complicato della sua vita e da qui partì verso il Regno Unito con i primi capitoli del romanzo che pochi anni dopo avrebbe cambiato la sua vita.
Anche il famoso nome J.K. nasconde una storia diversa da quella che talvolta viene raccontata. Rowling si chiama Joanne Rowling. Furono i suoi editori a consigliarle di usare delle iniziali perché pensavano che alcuni ragazzi potessero essere meno propensi a scegliere un libro scritto da una donna. La K venne scelta in omaggio alla nonna materna, Kathleen.
Prima della Lello c'era Chardron
Per capire davvero questa libreria bisogna tornare indietro di qualche decennio, quando a Porto un giovane libraio francese di nome Ernesto Chardron decide di tentare la fortuna.
La fortuna, in effetti, arriva davvero. Secondo la storia conservata dalla stessa Livraria Lello, Chardron vinse il primo premio della lotteria e utilizzò parte della somma per aprire nel 1869, in Rua dos Clérigos, la sua International Bookstore.
Ma la parte interessante viene dopo. Chardron non si limita a vendere libri: diventa anche editore e pubblica alcuni degli autori più importanti della letteratura portoghese. Tra i suoi titoli ci sono Amor de Perdição di Camilo Castelo Branco e, dopo la sua morte, Os Maias di Eça de Queirós.
Nel 1894 entrano in scena i fratelli José e António Lello. Acquisiscono l'attività e soprattutto ne ereditano qualcosa di più prezioso di un semplice catalogo: una tradizione editoriale ormai importante nella vita culturale portoghese. Dodici anni dopo quella storia avrebbe finalmente trovato la sua casa più spettacolare.
Il giorno in cui Porto ebbe una libreria da palazzo
Il 13 gennaio 1906 Porto si ritrova davanti a qualcosa di insolito: una libreria che sembra progettata per molto più che vendere libri. In Rua das Carmelitas apre il nuovo edificio della Livraria Lello, progettato da Francisco Xavier Esteves. All'inaugurazione arrivano scrittori, artisti e intellettuali della città.
La facciata è Neo-Gotica, ricca di pietra scolpita e decorazioni. Sopra l'ingresso spiccano due figure dipinte da Joseph Bielmann, che rappresentano l'Arte e la Scienza: quasi una dichiarazione d'intenti, perché la Lello nasce per essere molto più di un negozio.
Dentro, il linguaggio cambia. La struttura neogotica lascia spazio a decorazioni di gusto Art Déco, dettagli sinuosi, legno, colonne e una luce che arriva dall'alto. È un edificio fatto di contrasti: severo fuori, sorprendente dentro.
E poi la vedi. Dal centro della sala sale una scala che sembra quasi non voler toccare terra. Si apre in due rampe, si curva, torna a incontrarsi e crea quell'effetto teatrale che ha trasformato la Lello in uno degli interni più fotografati di Porto.
Ma la cosa più bella è ciò che l'aspetto nasconde: la scala è in cemento. È una delle prime grandi scale in calcestruzzo del Portogallo, rivestita con stucco accuratamente dipinto per imitare il legno. La sua apparente leggerezza è quindi un piccolo trucco architettonico: sotto quella superficie elegante c'è una struttura estremamente moderna per l'epoca.
La scala rossa nacque per errore
E qui arriva una delle storie che più sembrano inventate per una libreria così teatrale — ma questa, invece, è vera.
Durante il grande restauro del 1993, i gradini della scala, originariamente marroni, vennero dipinti per errore di rosso. Prima che l'errore potesse essere corretto, lo scultore José Rodrigues vide la nuova scala e rimase colpito dal risultato.
Il rosso rimase. E da quella svista nacque il dettaglio che oggi riconosciamo all'istante nelle fotografie della Lello. La libreria stessa racconta questo episodio come un piccolo esempio di come, a volte, un errore possa diventare parte dell'identità di un edificio.
Il dettaglio che quasi nessuno vede
Tutti fotografano la scala dal basso. Molto meno spesso si guarda il soffitto. Sopra la sala principale c'è un enorme lucernario in vetro colorato, progettato dall'olandese Samuel Van Krieken e realizzato dalla Vidraria Antunes, una delle più importanti officine vetrarie portoghesi dell'epoca.
Al centro si legge "Decus in Labore", "Dignità nel lavoro". E c'è un piccolo scherzo nascosto nella storia del restauro: nel 2018, seguendo una tradizione della casa, nel vetro venne aggiunto un minuscolo smile. Cercarlo durante la visita è molto più divertente che fotografare la scala per l'ennesima volta.
La libreria degli scrittori
Se riesci a distogliere lo sguardo dalla scala, comincia a guardare le pareti.
Tra colonne e decorazioni compaiono i busti di alcuni dei grandi nomi della letteratura portoghese: Antero de Quental, Eça de Queirós, Camilo Castelo Branco, Teófilo Braga, Tomás Ribeiro e Guerra Junqueiro.
È un dettaglio importante perché racconta cosa voleva essere la Lello nel 1906. Non una bella libreria che per caso è diventata famosa, ma un vero luogo dedicato alla letteratura, all'arte e alla cultura.
E proprio ai piedi dei busti c'è un'altra cosa che quasi nessuno nota: un piccolo sistema di binari con un carrello. Era utilizzato per trasportare i libri dal magazzino della cantina al piano principale e poi verso l'ingresso. Rimase in funzione dal 1906 fino all'inizio degli anni Novanta. Il carrello che si vede oggi è una replica dell'originale.
Prima di diventare famosa, la Lello faceva la storia dell'editoria
C'è un'altra cosa che si perde facilmente dietro la fotografia della scala: la Livraria Lello è stata una grande casa editrice.
Tra gli anni Venti e Cinquanta, da Porto partivano libri diretti verso il Brasile e altri paesi di lingua portoghese. La Lello era diventata un ponte culturale attraverso l'Atlantico, contribuendo alla diffusione della letteratura portoghese nel mondo lusofono.
E non si limitava a pubblicare autori portoghesi. In quel periodo portò avanti anche un progetto editoriale ambizioso: la prima traduzione completa delle opere di Shakespeare in portoghese, insieme a edizioni di autori come Alexandre Dumas, Flaubert, Cervantes, Victor Hugo e Darwin.
Insomma, molto prima che Instagram trasformasse la Lello in un'attrazione mondiale, da queste sale passavano libri destinati a viaggiare molto più lontano di Porto.
La lotteria non fu una leggenda
A questo punto possiamo tornare alla storia della fortuna di Chardron. Sì, il libraio che diede origine alla storia della Lello vinse davvero una lotteria. Secondo la ricostruzione ufficiale della libreria, il premio fu utilizzato per aprire nel 1869 la sua International Bookstore.
La parte ancora più curiosa è arrivata oltre un secolo dopo. Durante i restauri dell'edificio sono stati trovati biglietti della lotteria incollati dietro banconi e scaffali.
Erano stati messi lì dai librai nella speranza di ripetere la fortuna di Chardron. In altre parole, la lotteria era diventata una piccola superstizione interna alla libreria.
Da libreria amata a fenomeno mondiale
Per gran parte del Novecento la Lello rimase soprattutto quello che era sempre stata: una libreria importante di Porto. Il resto arrivò lentamente.
Nel 2006 lo scrittore spagnolo Enrique Vila-Matas la definì sul quotidiano El País la "libreria più bella del mondo". Negli anni successivi arrivarono riconoscimenti internazionali da The Guardian, Lonely Planet, TIME e National Geographic.
Poi arrivarono i social network e il turismo di massa. La scala diventò una delle immagini simbolo di Porto e il numero di persone che voleva entrare crebbe al punto da mettere in difficoltà la libreria stessa.
Nel 2015 la Lello arrivò a un paradosso: era troppo famosa per funzionare normalmente. Il numero di visitatori era enorme, ma non tutti venivano per comprare libri. La libreria rischiava di diventare un monumento da fotografare invece che un luogo in cui leggere e acquistare.
La risposta fu il Ticket-Voucher: si paga per entrare, ma il valore del voucher può essere recuperato acquistando libri. È una soluzione molto semplice, ma racconta bene la filosofia con cui la Lello ha cercato di gestire la propria fama: trasformare il visitatore in lettore.
Il biglietto che prova a trasformarti in lettore
Oggi il Ticket-Voucher Silver costa €10. Il valore viene interamente dedotto dall'acquisto di libri: non è quindi semplicemente il prezzo per guardare la scala e uscire.
Il voucher è personale per la visita e può essere utilizzato per l'acquisto di libri. Secondo le regole ufficiali della libreria, il voucher Silver è deducibile esclusivamente sui libri e può essere utilizzato fino a 60 minuti dopo l'orario programmato della visita.
È una soluzione quasi ironica: paghi per entrare in una libreria diventata attrazione turistica, e la libreria cerca di convincerti a fare esattamente ciò per cui era nata — uscire con un libro in mano.
La Lello non è rimasta immobile
La grande fama turistica avrebbe potuto trasformare la Lello in una semplice scenografia. È successo quasi il contrario.
Nel 2018 si è concluso un importante intervento di restauro e conservazione, con un investimento superiore ai 2 milioni di euro. Sono stati restaurati la facciata, il grande lucernario e diverse aree dell'edificio che per decenni erano rimaste riservate al personale. Nello stesso anno la Lello ha anche ripreso la propria attività editoriale con la serie The Collection, dedicata ai grandi classici della letteratura.
La strategia è diventata sempre più evidente: non difendere semplicemente il passato, ma usare quel passato per costruire una nuova istituzione culturale.
E adesso la Lello sta diventando qualcosa di ancora più grande
Nel 2026 la storia della Lello ha aperto un nuovo capitolo. La libreria si è ampliata con un progetto affidato all'architetto portoghese Álvaro Siza Vieira, premio Pritzker, portando nuovi spazi e nuove funzioni all'interno dell'istituzione.
La Lello di oggi non è quindi più soltanto la sala storica con la scala rossa. Accanto alla libreria sono arrivati nuovi spazi culturali, tra cui la Manifesto Library, nata dalla collaborazione con il Service95 Book Club, e una nuova esposizione di Ai Weiwei.
È forse questa la parte più interessante della storia recente: dopo essere diventata famosa proprio grazie al suo edificio storico, la Lello sta cercando di fare qualcosa di più difficile — restare una libreria mentre diventa anche un'istituzione culturale contemporanea.
Quindi vale davvero la pena visitarla?
Sì, ma non per il motivo che probabilmente ti aspetti.
La Livraria Lello merita una visita non perché sia "la libreria di Harry Potter". Quella è una leggenda che la stessa Rowling non conferma. Merita di essere vista perché è un edificio straordinario costruito per celebrare i libri, perché dentro conserva più di un secolo di storia editoriale e perché, nonostante la fama turistica, continua a cercare un modo per avere una vita culturale propria.
La prossima volta che entrerai, quindi, prova a fare una cosa diversa. Scatta pure la foto della scala. Ma poi abbassa il telefono. Guarda il soffitto, cerca lo smile, osserva i busti degli scrittori e segui con gli occhi i vecchi binari del carrello dei libri. È lì che comincia la vera storia della Lello.
Informazioni utili
Ubicazione
Rua das Carmelitas 144, Porto. Nel cuore della Baixa, a pochi minuti a piedi dalla Torre dos Clérigos e da Aliados.
Orari
Tutti i giorni: 09:00–19:30. La libreria è chiusa il 1 gennaio, la domenica di Pasqua, il 1 maggio, il 24 giugno e il 25 dicembre. Verificare comunque eventuali modifiche sul sito ufficiale prima della visita.
Biglietto
Ticket-Voucher Silver: €10, interamente scalabile sull'acquisto di libri. Il voucher può essere acquistato online oppure sul posto tramite smartphone.
Come arrivare
A piedi da Aliados sono circa 5 minuti; da São Bento circa 8–10 minuti. Metro: fermata São Bento, linea D, poi si continua a piedi verso Rua das Carmelitas.
Consiglio per la visita
La mattina è generalmente il momento migliore per godersi l'architettura con un po' più di calma. Ma soprattutto, non limitarti alla scala: guarda il lucernario, cerca il piccolo smile, osserva i busti degli scrittori e il carrello dei libri. Sono questi dettagli a trasformare una visita fotografica in una visita davvero interessante.
Attenzione: non sono ammesse all'interno valigie e zaini da viaggio. Per i bambini fino a 3 anni l'ingresso è gratuito, con documento ufficiale che ne dimostri l'età.
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