La Torre dos Clérigos è uno dei punti di riferimento più facili da riconoscere a Porto. Spunta tra i tetti del centro storico, compare alla fine di strade in salita e per secoli ha dominato una città molto più bassa di quella attuale. Oggi si sale soprattutto per la vista: 225 gradini portano fino in cima. Ma limitarsi al panorama significa perdersi buona parte della storia, perché la torre è solo l'ultima parte di un complesso nato da una confraternita religiosa e dal lavoro di un artista italiano che avrebbe cambiato il volto di Porto.
La torre arrivò dopo la chiesa
Prima della torre venne la Irmandade dos Clérigos, fondata nel 1707 dall'unione di confraternite che avevano tra i propri compiti l'assistenza ai membri del clero durante la malattia, la povertà e la morte.
Quando la confraternita ottenne un terreno nel vecchio Campo do Olival, decise di costruire una propria chiesa. Il progetto di Nicolau Nasoni fu approvato nel dicembre del 1731 e i lavori iniziarono nell'aprile dell'anno successivo.
La chiesa merita più attenzione di quella che spesso riceve: secondo la stessa Irmandade fu la prima chiesa costruita in Portogallo con pianta ovale. Una galleria percorre l'intera navata e permette di osservare l'interno da prospettive insolite, mentre le finestre fanno entrare una quantità di luce sorprendente per un edificio barocco.
Soltanto più tardi arrivò l'idea del grande campanile. Nasoni presentò il progetto della torre nel 1753; i lavori iniziarono l'anno successivo e terminarono nel luglio del 1763, quando vennero collocate la croce di ferro sulla sommità e l'immagine di São Paulo sopra l'ingresso.
Nicolau Nasoni: dalla Toscana a Porto
Nicolau Nasoni nacque nel 1691 a San Giovanni Valdarno, in Toscana. Prima di arrivare in Portogallo lavorò anche a Malta, dove si occupò soprattutto di pittura decorativa e prospettica.
Arrivò a Porto nel 1725, a 34 anni, chiamato per lavorare alla Sé. I suoi primi interventi in città furono infatti pittorici, nella cattedrale, ma nel giro di pochi anni Nasoni passò sempre più decisamente all'architettura.
I Clérigos furono il punto di svolta. Da qui nacque un rapporto con la città durato quasi mezzo secolo: Nasoni lavorò a chiese, palazzi e proprietà del Nord del Portogallo e lasciò a Porto quel linguaggio barocco fatto di granito, curve, movimento e facciate quasi scenografiche che ancora oggi si riconosce in diversi punti del centro.
49 campane sopra la città
Guardando la Torre dos Clérigos dal basso è facile concentrarsi soltanto sull'altezza. Ma all'interno si trova anche un carillon di 49 campane: nel complesso pesano più di 9,9 tonnellate. La torre si sviluppa su sei piani e raggiunge i 75,6 metri. I 225 gradini del percorso di visita salgono quindi all'interno di una vera torre campanaria, non di un semplice belvedere costruito per i visitatori.
Una torre che guidava le navi e avvisava i mercanti
Prima che Porto crescesse intorno alla torre, la sua sagoma era visibile da molto lontano. La posizione elevata e l'altezza dei Clérigos la trasformarono così anche in un punto di riferimento per la navigazione: i navigatori che si avvicinavano alla foce del Douro potevano utilizzarla insieme ad altri elementi del paesaggio per orientare l'ingresso delle imbarcazioni nel fiume.
Non era quindi un faro nel senso tecnico del termine, ma per chi arrivava dal mare poteva svolgere una funzione simile: una presenza verticale, stabile e facilmente riconoscibile sopra il profilo della città.
La torre ebbe anche un'altra funzione sorprendentemente pratica. Per un periodo servì come una sorta di telegrafo commerciale. Quando il vapore della Mala Real Inglesa comunicava l'avvicinarsi alla foce del Douro, l'informazione arrivava all'Associação Comercial e quindi alla Irmandade dos Clérigos. In cima alla torre veniva allora issata una pertica con due bandiere.
Il segnale, visibile dalla città, avvertiva i commercianti di Porto dell'imminente arrivo della nave che portava dall'Inghilterra corrispondenza commerciale, ordini e lettere di cambio. Prima dei telefoni e delle notifiche, bastava quindi guardare verso i Clérigos per sapere che era tempo di prepararsi a nuovi affari.
225 gradini e Porto che cambia sotto i piedi
La salita non è particolarmente lunga, ma nell'ultima parte gli spazi diventano stretti e sulle scale ci si può incrociare con chi sta scendendo. Non c'è un ascensore fino alla cima.
È però proprio durante la salita che si comincia a capire la posizione della torre. I Clérigos sorgono su uno dei punti alti del centro e, una volta arrivati in cima, la geografia di Porto diventa molto più leggibile: da una parte il fitto tessuto del centro storico, dall'altra il Douro e Vila Nova de Gaia, più lontano i quartieri moderni e, nelle giornate limpide, la direzione dell'Atlantico.
Il panorama gira intorno alla torre e non esiste una sola “vista migliore”. Vale la pena percorrere tutto il passaggio esterno e provare a riconoscere i luoghi già incontrati in città. La Sé, São Bento, il Palácio de Cristal e la linea del fiume assumono improvvisamente un rapporto molto più chiaro tra loro.
Torre + Museo
Per una prima visita è la soluzione più completa: comprende la salita alla Torre dos Clérigos e l'accesso al museo.
Il biglietto generale ufficiale costa attualmente €10. L'orario ordinario è 09:00–19:00, con ultima entrata 30 minuti prima della chiusura.
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Nasoni morì povero. E potrebbe essere ancora sotto la chiesa
Il rapporto tra Nasoni e i Clérigos non terminò con la costruzione. Nel 1743 l'architetto era entrato nella stessa Irmandade per la quale lavorava. Quando morì, il 30 agosto 1773, fu assistito dalla confraternita come povero.
I documenti indicano che venne sepolto ai Clérigos, probabilmente sotto l'altare maggiore. Per molto tempo, però, non si sapeva con precisione dove fossero i suoi resti.
Durante i lavori del 2014, un elettricista scoprì una piccola cripta sotto la chiesa. All'interno si trovavano resti appartenenti a circa 26 persone. Fra dodici uomini adulti, quattro scheletri risultavano compatibili con le caratteristiche necessarie per poter appartenere a Nasoni. Non è quindi possibile indicare con certezza quale sia il suo corpo, ma sappiamo che l'architetto fu sepolto proprio nell'edificio che divenne la sua opera più famosa.
Nel 1917 due acrobati scalarono la torre per vendere biscotti
Più di centocinquant'anni dopo la costruzione, la Torre dos Clérigos diventò protagonista di una storia completamente diversa.
Nel 1917 gli acrobati galeghi conosciuti come i Puertollano scalarono l'esterno della torre nell'ambito di una spettacolare campagna pubblicitaria ideata da Raul de Caldevilla. Arrivati in cima, lanciarono volantini sulla città; in una delle azioni legate alla campagna comparvero anche le Petit Beurre della Fábrica Invicta.
L'impresa venne filmata. Il cortometraggio sopravvissuto, conosciuto come “Um Chá nas Nuvens” o “Escalada à Torre dos Clérigos”, dura poco più di nove minuti ed è conservato dalla Cinemateca Portuguesa.
Più che definirlo semplicemente “il primo spot portoghese”, oggi è più corretto considerarlo uno dei primi esempi documentati in Portogallo di campagna pubblicitaria costruita attorno a un grande evento, cinema, stampa, manifesti e azioni promozionali. Per il 1917 era un'operazione sorprendentemente moderna.
La Torre dos Clérigos di sera
In alcuni periodi dell'anno è possibile salire anche dopo il tramonto e osservare Porto illuminata dall'alto.
Il biglietto serale è dedicato alla sola Torre. La fascia prevista è normalmente 19:00–23:00, ma l'apertura notturna è disponibile soltanto in determinati periodi e date.
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Non solo la torre: vale la pena entrare anche in chiesa
È facile arrivare ai Clérigos pensando soltanto ai 225 gradini. La chiesa, però, è una parte fondamentale del progetto di Nasoni e permette di capire molto meglio l'intero complesso.
La pianta ovale, la galleria che gira intorno alla navata, la luce che entra dalle numerose finestre e il contrasto tra granito, marmo e talha dourada creano uno spazio molto diverso dalla forma rettangolare a cui si è normalmente abituati entrando in una chiesa.
Ai lati della cappella maggiore si trovano inoltre due storici organi a canne iberici. Vengono ancora utilizzati e normalmente la chiesa ospita ogni giorno intorno alle 12:00 un concerto d'organo di circa mezz'ora, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Se ci si trova in zona a quell'ora, è uno dei modi più interessanti per vedere l'edificio ancora in uso e non soltanto come monumento.
Spiritus: vedere la stessa chiesa completamente diversa
La sera la Igreja dos Clérigos può trasformarsi in qualcosa di molto diverso. Spiritus è uno spettacolo multimediale realizzato dalla Irmandade dos Clérigos insieme allo studio creativo OCUBO: luce, musica e proiezioni a 360 gradi utilizzano direttamente le pareti, l'altare e l'architettura barocca della chiesa.
Il progetto nasce dall'universo poetico di Fernando Pessoa e prende come punto di partenza “Afinal, a melhor maneira de viajar é sentir”, di Álvaro de Campos. Il poema non viene semplicemente recitato o rappresentato: serve piuttosto da ispirazione per un'esperienza di circa 30 minuti costruita attorno a luce, suono e percezione dello spazio.
Non sostituisce la visita diurna: è quasi il contrario. Di giorno si osserva l'architettura; durante Spiritus è l'architettura stessa a diventare la superficie dello spettacolo.
Spiritus
Un'esperienza immersiva di circa 30 minuti all'interno della Igreja dos Clérigos, tra proiezioni a 360 gradi, luce e musica.
Gli orari cambiano in base alla programmazione, quindi conviene controllare le sessioni disponibili per la data della visita.
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Prima di salire: quattro cose utili da sapere
225 gradini, nessun ascensore
La salita alla cima si fa a piedi. Gli ultimi tratti sono più stretti e la visita alla torre non è adatta a persone con mobilità ridotta.
Borse e zaini
Per ragioni di sicurezza, zaini, trolley e borse non sono ammessi all'interno della Torre e del Museo. È disponibile uno spazio in cui lasciarli durante la visita.
Quando andare
Se si cerca maggiore tranquillità sulla piattaforma panoramica, le prime fasce della mattina sono generalmente le più comode. Per la visita serale è invece importante controllare che l'apertura notturna sia attiva nella data scelta.
Dove si trova
L'ingresso è in Rua de São Filipe de Nery, a pochi passi dalla Livraria Lello, dalla Igreja do Carmo e dalla zona di Galerias de Paris.
Domande frequenti sulla Torre dos Clérigos
Quanti gradini ha la Torre dos Clérigos?
Il percorso di visita fino alla cima comprende 225 gradini. Non c'è un ascensore per raggiungere la piattaforma panoramica.
Quanto è alta la Torre dos Clérigos?
La Torre dos Clérigos raggiunge circa 75 metri di altezza ed è divisa in sei piani.
Quanto costa il biglietto della Torre dos Clérigos?
Al momento dell'aggiornamento, il biglietto generale diurno ufficiale costa €10 e comprende Torre e Museo. Esiste anche un biglietto per la visita notturna quando l'apertura serale è disponibile. Prezzi e condizioni possono cambiare.
La Torre dos Clérigos era usata come faro?
Non era un faro nel senso tecnico del termine, ma la sua posizione e la sua altezza la rendevano un importante punto di riferimento visivo per i piloti e le imbarcazioni che si avvicinavano alla barra del Douro.
La Torre dos Clérigos è aperta di sera?
In determinati periodi sì. L'apertura notturna è normalmente prevista dalle 19:00 alle 23:00 in date speciali e durante alcuni periodi dell'anno. Conviene verificare la disponibilità per il giorno della visita.
Cos'è Spiritus ai Clérigos?
Spiritus è uno spettacolo multimediale immersivo di circa 30 minuti all'interno della Igreja dos Clérigos. Utilizza proiezioni a 360 gradi, luce e musica ed è ispirato all'universo poetico di Álvaro de Campos.
La chiesa si può visitare senza salire sulla torre?
Sì. Torre, Museo e Igreja dos Clérigos sono parti diverse dello stesso complesso. È quindi possibile entrare in chiesa senza dover necessariamente affrontare la salita alla torre.
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I Clérigos sono una delle tappe del free walking tour in italiano di PortoScape. Davanti alla torre si ricostruisce la storia di Nasoni collegandola alle strade, alle chiese e ai cambiamenti che hanno trasformato il centro di Porto.
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