Entrare nella Stazione di São Bento significa fare una cosa abbastanza insolita: fermarsi in una stazione ferroviaria senza avere necessariamente un treno da prendere. Il motivo sono le pareti del grande vestibolo, rivestite da oltre 20.000 azulejos che raccontano episodi della storia portoghese, feste popolari, lavori nei campi e antichi mezzi di trasporto. Ma prima dei treni e delle piastrelle blu e bianche, in questo punto di Porto c'era tutt'altro: un convento benedettino.
Prima della stazione c'era il convento di São Bento de Avé-Maria
La storia del luogo comincia diversi secoli prima dell'arrivo della ferrovia. Nel 1518, durante il regno di D. Manuel I, iniziò qui la costruzione del Convento di São Bento de Avé-Maria, destinato alle monache benedettine.
Il convento occupava una posizione strategica all'interno della città, vicino alle mura medievali. Nel 1783 fu gravemente danneggiato da un incendio e successivamente ricostruito all'inizio dell'Ottocento.
La svolta arrivò nel 1834, quando il nuovo regime liberale decretò l'estinzione degli ordini religiosi in Portogallo. Per i conventi femminili, però, la chiusura non era immediata: le religiose già presenti potevano rimanere fino alla morte dell'ultima monaca.
A São Bento questo avvenne soltanto nel 1892. La morte dell'ultima benedettina liberò definitivamente uno spazio che Porto desiderava da tempo trasformare nel terminal ferroviario del centro cittadino.
E il fantasma dell'ultima monaca?
Qui storia e leggenda finiscono per mescolarsi. L'ultima religiosa del convento si chiamava Maria da Glória Dias Guimarães e morì il 17 maggio 1892. Una tradizione popolare vuole che il suo spirito sia rimasto legato al luogo dopo la demolizione del monastero. Esistono perfino versioni diverse della storia: in una la monaca piange per la perdita del convento, in un'altra ride perché la sua lunga vita avrebbe ritardato per anni l'arrivo della stazione. Non c'è naturalmente nulla di documentato sul fantasma; ciò che è reale è la vicenda storica da cui la leggenda è nata.
Il treno arrivò prima della stazione che vediamo oggi
È uno dei dettagli più curiosi della storia di São Bento. Quando il primo treno raggiunse il centro di Porto nel novembre del 1896, l'edificio monumentale attuale ancora non esisteva.
Le linee erano già state portate fino a São Bento attraverso nuovi tunnel e i passeggeri utilizzavano strutture provvisorie. Porto aveva finalmente il collegamento ferroviario che desiderava nel cuore della città, ma non ancora una stazione all'altezza della sua posizione.
Il progetto definitivo fu affidato all'architetto portuense José Marques da Silva. È interessante che una prima idea per una grande stazione ferroviaria fosse nata proprio durante i suoi studi a Parigi, all'École des Beaux-Arts. Tornato a Porto, Marques da Silva adattò quel linguaggio monumentale alla città e al terreno di São Bento.
Marques da Silva e una stazione pensata quasi come un monumento
D. Carlos I pose la prima pietra del nuovo edificio nel 1900, mentre la costruzione vera e propria iniziò pochi anni più tardi. Il progetto continuò a essere modificato durante i lavori e São Bento fu finalmente inaugurata il 5 ottobre 1916.
La formazione francese di Marques da Silva si riconosce soprattutto nella monumentalità e nell'ordine della facciata. Il granito, materiale profondamente portuense, dà però all'edificio un peso completamente diverso dalle grandi stazioni parigine.
Il contrasto più forte arriva una volta entrati: dalla massa compatta della facciata si passa a un vestibolo in cui le pareti diventano quasi un enorme libro illustrato.
Jorge Colaço e le pareti che trasformarono la stazione
La decorazione del vestibolo fu affidata a Jorge Colaço, uno dei grandi nomi dell'azulejaria portoghese del Novecento. I pannelli furono dipinti tra il 1905 e il 1908 e applicati alle pareti negli anni successivi, prima dell'inaugurazione definitiva della stazione.
Si parla abitualmente di circa ventimila azulejos; alcune documentazioni ufficiali ne contano più di ventiduemila. Più del numero preciso, però, impressiona il modo in cui Colaço li organizzò: non come una semplice decorazione ripetitiva, ma come un grande racconto composto da scene diverse.
Colaço aveva una formazione da pittore e affrontava l'azulejo quasi come fosse una tela. I grandi pannelli blu e bianchi hanno infatti un carattere molto pittorico, fatto di personaggi, movimenti e paesaggi che si leggono meglio quando ci si allontana di qualche metro.
Cosa raccontano davvero i grandi pannelli
È facile entrare, vedere una distesa di azulejos blu e scattare una fotografia. Vale invece la pena fermarsi e capire che cosa si sta guardando.
Il Torneio de Arcos de Valdevez
Una scena legata al confronto del XII secolo tra Afonso Henriques e il regno di León. È uno degli episodi medievali scelti da Colaço per raccontare la formazione del Portogallo.
Egas Moniz davanti al re di Castiglia
Il pannello rappresenta uno degli episodi più celebri della tradizione medievale portoghese: Egas Moniz si presenta davanti al sovrano accompagnato dalla propria famiglia, offrendo la propria vita in nome della parola data.
D. João I e Filipa de Lencastre arrivano a Porto
La scena mostra l'ingresso in città di D. João I e Filipa de Lencastre in occasione delle loro nozze, un matrimonio centrale nella storia dell'alleanza tra Portogallo e Inghilterra.
La conquista di Ceuta
Un altro grande pannello è dedicato alla Tomada de Ceuta del 1415, uno degli episodi più importanti dell'espansione portoghese del XV secolo.
Ma la parte più interessante non è soltanto la grande Storia
Se guardi le pareti laterali con attenzione, São Bento racconta anche qualcosa di molto più quotidiano. Compaiono vendemmie, mietiture, mercati, processioni, mulini, barche sul Douro e venditrici di castagne.
È forse qui che i pannelli diventano più interessanti per chi visita Porto: accanto a re, battaglie ed episodi nazionali appare il Nord del Portogallo di tutti i giorni, con il lavoro agricolo, le feste religiose e le attività legate ai fiumi.
Tra le scene si riconoscono, per esempio, la vindima, la ceifa, la trasfega del vino sul Douro, la Romaria de São Torcato e la processione di Nossa Senhora dos Remédios a Lamego.
Il dettaglio che quasi tutti dimenticano di guardare
Alza gli occhi sopra i grandi pannelli blu e bianchi. Nella fascia superiore corre un fregio policromo dedicato all'evoluzione dei trasporti: dai mezzi utilizzati nel Medioevo fino alla locomotiva a vapore. Non è una decorazione separata dal resto dell'opera. In una stazione ferroviaria appena costruita all'inizio del Novecento, mettere il treno alla fine di una lunga storia dei trasporti significava celebrare apertamente la modernità.
Una stazione che continua a fare la stazione
Una delle cose che rende São Bento diversa da molti monumenti è che non ha mai smesso di essere un luogo quotidiano. Mentre i visitatori fotografano gli azulejos, pendolari e viaggiatori attraversano lo stesso vestibolo per raggiungere i binari.
La stazione continua a collegare il centro di Porto con diverse località del Nord e con la rete ferroviaria regionale. È proprio questa sovrapposizione tra monumento e infrastruttura viva a renderla particolare: il grande ciclo di Colaço non si trova in un museo, ma nel mezzo del movimento della città.
Come visitare la Stazione di São Bento
Ingresso
São Bento è una stazione ferroviaria attiva. L'accesso al vestibolo e ai pannelli di azulejos è libero e non serve acquistare un biglietto ferroviario.
Orari
Visit Porto indica attualmente l'apertura della stazione dalle 06:30 all'01:00 tutti i giorni. Essendo un'infrastruttura ferroviaria, gli orari possono comunque cambiare.
Quanto tempo serve
Per entrare, guardare con calma i grandi pannelli e cercare alcuni dettagli considera circa 20–30 minuti. Se passi soltanto per una fotografia, rischi di perdere la parte più interessante.
Dove si trova
La stazione si trova in Praça de Almeida Garrett, nel cuore del centro storico, tra Avenida dos Aliados, Rua das Flores e la salita verso la Sé.
Prima di uscire, prova a guardarla in questo ordine
Prima guarda l'intero vestibolo da qualche metro di distanza. Poi avvicinati ai quattro grandi episodi storici. Solo dopo passa alle scene della vita quotidiana e, alla fine, alza lo sguardo verso il fregio dei trasporti.
São Bento funziona meglio così: non come una parete blu da fotografare, ma come una sequenza di storie. È probabilmente il modo più semplice per capire perché una normale stazione ferroviaria sia diventata uno dei luoghi più riconoscibili di Porto.
Domande frequenti sulla Stazione di São Bento
Quanti azulejos ci sono nella Stazione di São Bento?
Si parla generalmente di oltre 20.000 azulejos. Le fonti istituzionali riportano conteggi leggermente diversi, ma concordano sull'enorme estensione del ciclo realizzato da Jorge Colaço.
Chi ha dipinto gli azulejos di São Bento?
I pannelli sono opera di Jorge Colaço, uno dei più importanti artisti portoghesi legati all'azulejaria del Novecento. I pannelli furono dipinti nei primi anni del XX secolo e installati prima dell'inaugurazione definitiva della stazione.
Cosa rappresentano gli azulejos?
Rappresentano episodi della storia portoghese, tra cui Arcos de Valdevez, Egas Moniz, l'arrivo a Porto di D. João I e Filipa de Lencastre e la conquista di Ceuta, insieme a scene di lavoro, feste e vita quotidiana del Nord del Portogallo.
La visita alla Stazione di São Bento è gratuita?
Sì. È possibile entrare gratuitamente nel vestibolo della stazione e vedere i pannelli senza acquistare un biglietto ferroviario.
Prima della stazione c'era davvero un convento?
Sì. Qui sorgeva il Convento di São Bento de Avé-Maria, fondato nel XVI secolo. Dopo la morte dell'ultima monaca nel 1892, il complesso fu demolito per lasciare spazio alla nuova stazione ferroviaria.
È vera la storia del fantasma della monaca?
È una leggenda popolare, non un fatto storico documentato. Nasce però da una persona reale: Maria da Glória Dias Guimarães, ultima monaca del convento, morta nel 1892.
Continua a scoprire Porto
Scopri São Bento con una guida locale
La Stazione di São Bento è una delle tappe del nostro free walking tour in italiano. Davanti agli azulejos ricostruiamo alcune delle storie che raccontano e le colleghiamo alla città che stai esplorando fuori dalla stazione.
Prenota il free tour in italiano