Cosa vedere a Porto

Street art a Porto: una guida alle migliori opere presenti in città.

Da graffiti da cancellare a museo a cielo aperto. La storia della street art a Porto: Vhils, Mr. Dheo, Bordalo II e il murale di Joana Vasconcelos. In fondo all’articolo si trova la mappa con tutte le opere più iconiche della città.

Street art a Porto: guida alle opere e agli artisti

Per anni Porto ha dichiarato guerra ai graffiti. Poi, tra il 2013 e il 2014, ha cominciato a cambiare radicalmente rotta. Non fu una trasformazione improvvisa: prima arrivarono le proteste degli artisti e le prime aperture del Comune, poi i primi muri legalmente autorizzati e infine un vero e proprio programma municipale dedicato all'arte urbana. E lo fece in un modo insolito: invece di chiamare soltanto i grandi nomi internazionali per arricchire le proprie facciate, Porto scommise anche sugli artisti che erano già lì, in città. Il risultato è che oggi l'arte urbana di Porto — perché è così che la chiamano i portoghesi, arte urbana, non semplicemente graffiti — è tra le più riconoscibili del Portogallo. Questa è la storia di come è successo, e delle persone che l'hanno resa possibile.

Il sindaco della vernice e la guerra ai graffiti

Quando Rui Rio diventa sindaco di Porto nel 2002, la città è appena uscita dall'esperienza della Capitale Europea della Cultura 2001. Rio porta con sé una politica di forte controllo della spesa pubblica e, sui muri della città, una posizione altrettanto netta: i graffiti vengono considerati soprattutto un problema di degrado urbano, non una forma di cultura.

Durante la sua amministrazione, che si concluderà nel 2013, vengono potenziate le brigate antigraffiti: squadre comunali incaricate di ripulire rapidamente muri e facciate. Il problema è che, nella pratica, tag, scritte e interventi artistici più elaborati potevano finire tutti sotto lo stesso pennello. Il Comune arriverà a spendere circa 150.000 euro nelle campagne di pulizia.

Il momento simbolico della protesta arriva il 21 maggio 2013. Una brigata comunale ricopre con vernice un'opera di Hazul in Rua de Sá de Noronha, nel centro di Porto. Le immagini dell'intervento circolano rapidamente e riaccendono il conflitto tra amministrazione e artisti urbani.

La vicenda produce però anche un effetto inatteso: rende evidente che nella città non tutto ciò che compare su un muro può essere trattato indistintamente come vandalismo. E soprattutto mostra quanto fosse ormai viva una scena artistica locale. Hazul diventa uno dei simboli di questa discussione e la sua opera cancellata contribuisce ad alimentare il dibattito sul rapporto tra graffiti, arte urbana e spazio pubblico.

La svolta, però, non arriva tutta insieme con l'elezione di Rui Moreira. Già verso la fine del 2013 l'amministrazione comunale comincia ad ammettere interventi in luoghi autorizzati e predeterminati. Poi, con l'arrivo di Moreira, il cambiamento viene consolidato e trasformato in una vera politica municipale di arte urbana.

Dom Quixote — il primo passo verso la legalità

Alla fine del 2013 succede qualcosa che oggi, guardando i murales di Porto, può sembrare quasi normale. In Rua Miguel Bombarda, all'angolo con Rua Diogo Brandão, compare «Dom Quixote & Sancho Pança», realizzato da Mesk, Fedor e Mots su una parete di circa 130 m².

È una piccola rivoluzione: Visit Porto lo identifica come il primo murale legale non commissionato di Porto. L'iniziativa viene coordinata da Circus Network, che riunisce i tre artisti per trasformare una parete anonima in una reinterpretazione contemporanea dei personaggi di Cervantes.

Dom Quixote, Sancho Pança e il cavallo Rocinante entrano così nello spazio urbano con un'autorizzazione, invece di dover essere cancellati. È il primo tassello di quella trasformazione che porterà Porto, in pochi anni, da una politica basata soprattutto sulla rimozione a una politica che regolamenta, autorizza e infine promuove l'arte urbana.

Murale di Don Quixote a Porto di Mesk, Fedor e Mots: i tre personaggi del romanzo di Cervantes in tonalità di marrone, con Ronzinante reinterpretato in chiave fantascientifica
Il Don Quixote di Mesk, Fedor e Mots: il primo murale legale di Porto, e il segno che ha cambiato il rapporto della città con la street art

Hazul — l'artista più prolifico della città

Se c'è un artista la cui firma è ovunque a Porto senza che la maggior parte delle persone ne conosca il nome, quello è Hazul. Classe 1981, nato in città, autodidatta: comincia a dipingere in strada nel 1997, a sedici anni, con lo pseudonimo «Pong 02». Oggi è considerato uno degli artisti più prolifici della scena portuense — murales grandi e piccoli, sulle facciate degli edifici, sulle cassette dell'elettricità.

Il suo repertorio ha due anime che convivono. Da un lato le forme astratte e fluide, che si intrecciano e si sovrappongono senza mai diventare del tutto figurative, capaci di evocare creature marine, piante, mappe. Dall'altro le sue figure più riconoscibili: personaggi dal volto vuoto e dagli occhi grandi e rotondi, pensati per raccontare l'anonimato e l'universale. La palette cambia con il muro e con il quartiere, ma il tratto resta inconfondibilmente suo.

Uno dei progetti collettivi più fotografati a cui ha partecipato è quello delle cassette dell'elettricità di Rua das Flores. Nel 2014 diverse cassette vengono affidate agli artisti nell'ambito del nuovo programma di arte urbana. Tra gli autori coinvolti ci sono Hazul, Godmess x SEM, Costah, Bug Bolito e Puro Contraste. L'idea è semplice e geniale: trasformare oggetti che normalmente nessuno guarda in piccoli racconti da leggere mentre si cammina.

Poi nel 2014 Hazul firma con Mr. Dheo il Mural da Trindade, uno dei lavori simbolo della nuova politica culturale della città, accanto al parcheggio della stazione della metro. La parete misura circa 250 m² ed è realizzata nell'ambito della Primeira Parede Livre, il programma municipale che inaugura una nuova stagione per l'arte urbana di Porto. Sullo stesso muro convivono due linguaggi apparentemente opposti: l'astrazione organica di Hazul e il fotorealismo di Mr. Dheo.

Murale astratto di Hazul a Porto: grande composizione organica con forme fluide in verde, giallo e blu su facciata
Un murale di Hazul: il linguaggio che lo rende riconoscibile anche senza firma visibile
Cassetta dell'elettricità dipinta in Rua das Flores a Porto: motivi a azulejo in rosa con proverbio portoghese — progetto collettivo con Hazul, GODMESS e SEM
Una delle cassette di Rua das Flores — GODMESS e SEM ne firmarono diverse, con motivi ad azulejo e proverbi portoghesi

Il Mural da Trindade — quando il Comune apre ufficialmente i muri

Nel 2014 la nuova politica diventa ufficiale. Il Programma di Arte Urbana do Porto viene inaugurato e getta le basi di un percorso destinato a crescere negli anni successivi. Tra le prime grandi opere c'è il Mural da Trindade, realizzato da Hazul e Mr. Dheo.

Visit Porto lo identifica come la prima di una serie di interventi artistici commissionati dalla Câmara do Porto nell'ambito della Primeira Parede Livre. La parete, di circa 250 m², viene divisa idealmente in due linguaggi: da una parte una delle figure senza volto e dalle forme arrotondate di Hazul; dall'altra il tratto iperrealista di Mr. Dheo.

Nel pannello di Mr. Dheo compare il padre dell'artista con la città di Porto rappresentata dalla Torre dos Clérigos. È un'immagine che mette insieme memoria familiare e identità urbana. Due linguaggi completamente diversi sulla stessa parete, che non si disturbano — si completano.

Pannello iperrealista di Mr. Dheo nel Mural da Trindade a Porto: il padre dell'artista con bomboletta spray, Torre dos Clérigos sullo sfondo e scritta Porto Nobre e Leal
Il pannello di Mr. Dheo nel Mural da Trindade: il padre dell'artista, la Torre dos Clérigos e Porto come protagonista

Vhils — il ragazzo che toglie invece di aggiungere

Alexandre Farto nasce nel 1987 e cresce a Seixal, nella cintura industriale a sud di Lisbona. Il suo tag è Vhils, un nome scelto anche per la velocità con cui riusciva a tracciarlo con lo spray.

Poco più che ventenne lascia il Portogallo per studiare a Londra, alla Byam Shaw School of Art. Tornerà con una tecnica che nelle strade portoghesi non si era mai vista.

La chiama «Scratching the Surface», grattare la superficie: invece di dipingere il muro, lo scava. Trapana, scalpella e utilizza anche agenti chimici per rimuovere gli strati più esterni finché affiora ciò che sta sotto — mattoni, intonaci e tracce delle diverse epoche dell'edificio. Il risultato è un ritratto che sembra essere sempre stato lì, sepolto sotto la pelle della città.

Presenta questa ricerca nel 2007 e l'anno dopo partecipa al Cans Festival di Londra, accanto a Banksy. Da quel momento il mondo dell'arte urbana internazionale comincia a prestare attenzione al suo lavoro.

A Porto la sua opera più conosciuta è «Look at Porto» (2016), nel quartiere di Miragaia: un volto enorme scavato in una facciata storica. Il progetto era legato allo spazio audiovisivo Look at Porto e l'opera sfrutta la superficie dell'edificio per trasformare la parete stessa in un ritratto della città.

Look at Porto di Vhils a Miragaia: ritratto scolpito nell'intonaco di una facciata storica con la tecnica Scratching the Surface
«Look at Porto» (2016) di Vhils in Rua da Atafona, Miragaia — il muro scavato, non dipinto

GODMESS — non è fatto per gli altri, ma deve essere visto

Tiago Gomes inizia a dipingere da studente alla scuola Soares dos Reis. Poi si iscrive alla Facoltà di Belle Arti, ma lascia presto gli studi: il suo rapporto con l'insegnamento accademico dell'arte entra in conflitto con il linguaggio dello spray e della strada.

Il suo nome d'arte è GODMESS — una parola che è un progetto prima ancora di essere una firma. «Ho smesso di identificarmi con il mio nome di prima. Volevo qualcosa che rappresentasse davvero quello che stavo facendo.»

Uno dei suoi posti del cuore è Rua da Madeira, dietro la stazione di São Bento: qui i writer di Porto si ritrovavano per guardare i treni che avevano dipinto. Mentre aspettavano firmavano il muro, si lasciavano messaggi e ricordavano chi non c'era più. GODMESS ha descritto questo luogo come una sorta di dimensione della memoria: a prima vista sembra solo un muro sporco, ma porta le tracce di decine di persone.

Questa dimensione comunitaria è uno degli aspetti più interessanti della scena portuense. Esiste un codice informale di rispetto tra molti degli artisti, e il crossing — dipingere sopra il lavoro di qualcun altro — viene generalmente evitato quando un'opera viene riconosciuta come parte della scena. Le opere di Hazul, Costah, Chei Krew, GODMESS e degli altri possono così coesistere invece di sovrascriversi.

Le opere di GODMESS più facili da incontrare oggi sono intorno a Campo 24 de Agosto, nel quartiere Bonfim. Lì c'è «Aguadeiras», un grande murale dedicato alle antiche portatrici d'acqua di Porto, le aguadeiras: un modo per trasformare una parte della memoria quotidiana della città in una composizione urbana colorata.

Murale di GODMESS a Campo 24 de Agosto nel quartiere Bonfim a Porto: grande composizione con figure stilizzate, barche e oggetti quotidiani in blu, verde e giallo
«Aguadeiras» di GODMESS a Campo 24 de Agosto, nel quartiere Bonfim

Mr. Dheo — più di 50 città nel mondo, partendo da Gaia

Diogo Machado — per tutti Mr. Dheo — cresce nell'area di Vila Nova de Gaia. Il primo graffito lo fa da adolescente, senza aver seguito una formazione artistica tradizionale: è un autodidatta.

Oggi dipinge in più di 50 città nel mondo — Miami, San Paolo, Johannesburg, persino Aruba — con uno stile iperrealista arricchito da elementi grafici: ritratti di persone reali, precisi come fotografie anche visti da lontano.

A Porto ha lasciato alcune delle opere più fotografate. Una la si scopre da un punto inaspettato, il finestrino della metro: tra le stazioni Ramalde e Francos, su un edificio di edilizia popolare, c'è «Modern Religion». La vedi senza sapere che esiste e senza poterla cercare — ed è proprio questo che agli artisti di strada piace, l'incontro non programmato.

Alle Escadas dos Guindais, invece, ha ritratto «Dona Rosa», un'anziana dallo sguardo diretto, dipinta sulla parete che scende verso il Douro. Non c'è nulla di sentimentale nel modo in cui Mr. Dheo ritrae le persone: solo presenza, peso, storia.

E poi c'è il Mural da Trindade (2014), realizzato con Hazul accanto alla stazione della metro: 250 m² e prima grande opera del programma Primeira Parede Livre. Sul lato di Hazul, la sua composizione astratta e organica; sul lato di Mr. Dheo, il ritratto del padre dell'artista con la città di Porto rappresentata dalla Torre dos Clérigos.

Pannello iperrealista di Mr. Dheo nel Mural da Trindade a Porto: il padre dell'artista con bomboletta spray, Torre dos Clérigos sullo sfondo e scritta Porto Nobre e Leal
Il pannello di Mr. Dheo nel Mural da Trindade: il padre dell'artista, la Torre dos Clérigos e il motto «Porto Nobre e Leal»

Bordalo II — quando il coniglio è fatto di spazzatura

Se a Porto c'è un'opera che ferma davvero la gente sul marciapiede, è il coniglio di Bordalo II.

Artur Bordalo — in arte Bordalo II, ovvero «Bordalo Segundo» — è nato a Lisbona nel 1987 ed è cresciuto nello studio del nonno, il pittore Real Bordalo, di cui ha scelto di portare avanti il nome. Ha studiato pittura all'Accademia di Belle Arti di Lisbona senza completare il percorso, scoprendo lungo la strada scultura e ceramica; con lo spray era già attivo da giovanissimo.

Le sue creature nascono da rifiuti industriali: pezzi d'auto, tubi, paraurti, lamiere arrugginite, plastica di scarto. Non dipinge su un muro — assembla, avvita, salda e scolpisce. La sua serie «Big Trash Animals» trasforma materiali destinati alla discarica in enormi animali, mettendo insieme arte pubblica e critica al consumo e all'inquinamento.

A Porto — anzi, dall'altra parte del fiume, a Vila Nova de Gaia, a due passi dalle cantine del vino Porto — c'è il suo «Half Rabbit», all'angolo di Rua Guilherme Gomes Fernandes. Il nome è letterale: metà del coniglio è dipinta in colori vivaci, l'altra metà è lasciata nei grigi originali dei materiali di scarto di cui è fatto.

Da lontano sembra quasi tenero; da vicino capisci che è un insieme di rottami trasformato in un animale gigante. Ed è proprio qui che sta il punto: il materiale che normalmente consideriamo rifiuto diventa protagonista dell'opera.

Half Rabbit di Bordalo II a Vila Nova de Gaia: scultura realizzata con rifiuti industriali riciclati all'angolo di Rua Guilherme Gomes Fernandes, metà colorata e metà nei grigi originali
«Half Rabbit» di Bordalo II a Vila Nova de Gaia, serie «Big Trash Animals»: da vicino si vede da cosa è fatto

Liqen — il gatto blu sulla strada più corta di Porto

Rua Afonso Martins Alho è una delle strade più piccole e strette del centro di Porto, quasi nascosta a un passo da Rua das Flores. Eppure ospita uno dei murales più sorprendenti della città.

Nel 2017 l'artista galiziano Liqen — all'anagrafe Alejandro Hugo Diharce — vi dipinge Perspéntico: un gatto gigantesco, alto diversi piani, che porta sulle spalle un intero skyline di edifici. Il colore scelto è il blu cobalto degli azulejos portoghesi, e non è un caso. Anche il titolo è un piccolo gioco: nasce dalla fusione di «prospettiva» e esperpento, quella deformazione grottesca cara alla tradizione spagnola.

Il gatto guarda lontano con aria furba e curiosa, come se fosse lui a reggere la città e non il contrario. Se ti avvicini abbastanza, scopri i dettagli nascosti: uno scheletro di turista in un angolo e altri piccoli elementi simbolici che Liqen ama inserire nelle sue opere.

È uno di quei casi in cui è la strada a scegliere l'opera: la prospettiva è distorta, la visibilità limitata, e ti tocca muoverti e cercare l'angolo giusto per vedere il murale per intero. Perspéntico, appunto.

Perspéntico di Liqen a Porto: il gatto blu di cinque piani su facciata stretta tra gli edifici del centro, con occhi gialli e dettagli nascosti
Perspéntico di Liqen — blu cobalto su una facciata stretta nel centro di Porto

Joana Vasconcelos

Una delle storie più curiose dell'arte urbana di Porto.

23 gennaio 2017: in Praça Guilherme Gomes Fernandes, tra gli Aliados e i Clérigos, si inaugura ufficialmente un murale. Ci sono l'artista, il sindaco Rui Moreira, i fotografi, i discorsi, gli applausi.

È largo circa 20 metri ed è fatto di 8.000 azulejos dipinti a mano. La firma è di Joana Vasconcelos, una delle artiste portoghesi contemporanee più importanti al mondo — quella che nel 2012 ha esposto a Versailles con un paio di scarpe col tacco alte diversi metri, costruite con pentole e coperchi d'acciaio.

Fin qui, tutto torna. Poi arriva il dettaglio che complica le cose: il murale è stato commissionato da Steak 'n Shake, una catena americana di hamburger, ed è la prima collaborazione artistica nella storia del marchio. Il locale è proprio lì, sulla stessa facciata.

C'è chi ha storto il naso davanti a questa mescolanza tra arte d'autore e fast food. Ma c'è anche chi fa notare, a ragione, quanto sia difficile tracciare una linea netta tra graffito spontaneo, arte urbana commissionata e arte pubblica contemporanea. A Porto questi mondi si sovrappongono di continuo — e la città ne esce più interessante.

Quello che resta è qualcosa di raro: un'artista che ha preso il linguaggio più portoghese di tutti — l'azulejo — e lo ha usato per rivestire una facciata contemporanea con forme ispirate alla filigrana e ai ricami di Viana do Castelo. In una città dove le facciate in ceramica sono ovunque, questo murale non stona — si incastra perfettamente.

La famosa facciata «Shake» di Joana Vasconcelos
La famosa facciata «Shake» di Joana Vasconcelos

±MaisMenos±

Dietro ±MaisMenos± c'è Miguel Januário, che usa il linguaggio della strada in chiave concettuale: testi, slogan e numeri applicati sulle facciate con la stessa freddezza grafica di un cartello stradale. Le sue installazioni interrogano il potere delle istituzioni e l'uso dello spazio pubblico. Meno appariscenti dei grandi murales, ma difficili da dimenticare una volta che le noti.

Un'opera di ±MaisMenos± su una facciata a Porto
Un'opera di ±MaisMenos± su una facciata a Porto

«Quem és, Porto?» — quando la street art diventa una domanda

Uno dei lavori di ±MaisMenos± che raccontano meglio il rapporto tra arte urbana e identità della città è «Quem és, Porto?», realizzato nel 2014 in Rua da Madeira, accanto alla stazione di São Bento.

Il progetto nasce nell'ambito di Locomotiva e parte da una domanda molto semplice: chi sei, Porto? La risposta non viene data dall'artista da solo. Arriva dalla città stessa, attraverso un grande pannello composto da circa 3.300 azulejos realizzati con il contributo della comunità locale e dei visitatori.

Il risultato occupa circa 135 m² e contiene espressioni tipiche della città, immagini, ricordi e interpretazioni personali del territorio. È quindi un'opera di street art che funziona anche come un enorme ritratto collettivo di Porto.

E qui c'è un dettaglio quasi sorprendente: nel 2025 il Comune ha deciso di restaurare il murale. Un'opera nata per raccontare la città è diventata essa stessa parte del patrimonio artistico urbano da conservare.

Frederico Draw

Frederico Draw è tra i ritrattisti più intensi e riconoscibili dell'arte urbana portoghese. A Porto è sua «An.Fi.Tri.Ão», il grande volto all'imbocco del ponte Dom Luís I, sulla piattaforma superiore: un omaggio all'ospitalità dei portuensi verso chi arriva in città.

Il volto è ispirato al nonno dell'artista e funziona come un enorme benvenuto urbano. Difficile immaginare un modo migliore per accogliere chi arriva a Porto procedendo da Vila Nova de Gaia attraverso il ponte Luís I.

«An.Fi.Tri.Ão»: un'opera dell'artista portoghese Frederico Draw
«An.Fi.Tri.Ão»: un'opera dell'artista portoghese Frederico Draw

Porto ha smesso di cancellare la street art?

Non esattamente. E forse è proprio questo il punto.

La città continua a distinguere tra graffiti non autorizzati e interventi di arte urbana inseriti nei programmi ufficiali. La differenza rispetto agli anni della guerra ai graffiti è che, nel frattempo, il Comune ha costruito un sistema che permette agli artisti di lavorare legalmente e ha trasformato parte di quella produzione in un elemento riconoscibile del paesaggio urbano.

Il Programma di Arte Urbana, inaugurato nel 2014, ha prodotto nel corso degli anni più di un centinaio di interventi nello spazio pubblico, coinvolgendo artisti emergenti e affermati, portoghesi e stranieri.

E il fatto che nel 2025 Porto abbia scelto di restaurare «Quem és, Porto?», invece di lasciarlo semplicemente scomparire, racconta forse meglio di qualunque slogan quanto sia cambiato il rapporto della città con i propri muri.

La storia della street art di Porto, quindi, non è quella di una città che un giorno ha deciso di lasciare dipingere tutti. È la storia di una città che ha progressivamente imparato a distinguere, regolamentare, autorizzare, promuovere e, in alcuni casi, conservare l'arte urbana.

E forse è proprio questa contraddizione a renderla interessante: a Porto graffiti, arte urbana, azulejos, memoria e spazio pubblico continuano a convivere sullo stesso muro.

Domande frequenti sulla street art a Porto

Dove si vede più street art a Porto?

I quartieri più ricchi sono Cedofeita (soprattutto Rua de Miguel Bombarda, la via delle gallerie), Bonfim, Miragaia e tutta la zona attorno a Rua das Flores. Vale anche la pena attraversare il Douro fino a Vila Nova de Gaia. Ma il consiglio migliore resta uno: perdersi a piedi e ricordarsi di guardarsi intorno.

Qual è il murale più interessante da cercare?

Dipende dai gusti, ma il coniglio gigante di Bordalo è il più rappresentativo. Per qualcosa di più intimo e sorprendente, il gatto blu di Liqen nella via più corta della città è imperdibile.

La street art di Porto cambia nel tempo?

Sì, ed è parte del suo fascino. Molte opere nascono su edifici in attesa di ristrutturazione e prima o poi vengono coperte o demolite. Gli artisti lo mettono in conto: appena finito, il lavoro appartiene alla strada.

Da quando esiste la scena di arte urbana a Porto?

La scena era attiva già dagli anni Novanta, ma spesso in forma clandestina: per anni il Comune ha combattuto graffiti e murales con interventi di pulizia rapidi. Il punto di svolta è il 2013, quando la cancellazione di un murale di Hazul provoca un'ondata di indignazione pubblica. Con il nuovo sindaco Rui Moreira la politica cambia: nasce la Primeira Parede Livre e gli artisti vengono invitati invece di essere perseguiti.

Mappa

Mappa della street art di Porto: dove trovare i murales di Hazul, Vhils, Bordalo II e degli altri artisti, quartiere per quartiere.